Credo che Fata abbia inserito questa sezione solo per tranquillizzare la mia coscienza, in effetti.^^
Quindi, cominciamo con l'elenco.
Credo che la prima avvertenza sia abbastanza scontata. Non so come potreste essere giunti fin qui senza saperlo, ma è praticamente tradizione dirlo, quindi...
Rosa dei venti è una storia a CONTENUTO OMOEROTICO.
Qualche anno fa avrei scritto yaoi, ma ormai non credo più che questa definizione sia adatta a descrivere quel che io e Fata scriviamo.
Rosa dei venti NON E' UNA FICTION YAOI: non rispetta gli stilemi del genere, nonostante la maggior parte dei personaggi in qualche modo segua la suddivisione in uke e seme.
Questo è dovuto al semplice fatto che io adoro muovere marmocchi, e adoro gestire gli uke. E che, comunque, la suddivisione in uke e seme è di facile comprensione ed estremamente divertente da utilizzare.^^
Rosa dei venti non è neanche una fiction, credo.
Io e Fata, almeno, non riusciamo a sentirla come tale. Perché ha troppe sfumature importanti, tocca argomenti troppo strettamente connessi con noi, per definirla con quel termine.
È una storia, appunto.
Non un romanzo perché non ne ha la struttura - credo - e perché troppo lunga, e con troppi intrecci. È la narrazione di un frammento di vita di alcuni personaggi. Una discesa dentro di loro e dentro di noi. È un viaggio in mare.
Perché, canta Cohen, "All men will be sailors then, until the sea shall free them".
E a volte, anche dopo che il mare ti libera, tu hai ancora voglia di navigare.
Poi. Veniamo ora alla parte che più mi preme sottolineare.
Dunque. Nella Rosa abbiamo dato molta, moltissima importanza alla coerenza interna dei personaggi. Ci interessava che la loro evoluzione fosse credibile; che i cambiamenti avvenissero al loro passo.
Abbiamo cercato di modellare la trama per fornire loro le occasioni adatte - ed è possibile, quindi, che ci siano alcune piccole forzature.
La Rosa è il regno delle coincidenze, e ciò può non essere molto realistico, lo riconosco.
Anche in questo caso, però, abbiamo cercato di mantenere il tutto verosimile. Di non lasciare nulla al caso e di motivare ogni passaggio.
Calcolando le ore che abbiamo speso a cercare di incastrare ogni piccola svolta nella trama, e le innumerevoli revisioni che ogni capitolo ha dovuto subire, direi che possiamo essere abbastanza soddisfatte del risultato.
Al contrario, non abbiamo prestato troppa attenzione alla realtà oggettiva che andavamo a descrivere - e questo è uno dei rimpianti maggiori, almeno per me.
Mi spiego meglio.
La Rosa è ambientata negli Usa, in Massachussets.
Stato che nessuna delle due ha mai visitato, e su cui non abbiamo condotto ricerche approfondite.
La città in cui si svolge la maggior parte degli eventi è di nostra invenzione, e si colloca nell'interno, vicino alle montagne.
Questo perché Sam aveva la necessità imprescindibile di affacciarsi alla finestra e guardare monti avvolti di nebbia.
Sam, con la sua fertile immaginazione, parla di imponenti catene montuose. In realtà, come abbiamo scoperto in seguito, l'America non è famosa per le sue *altissime* montagne.
Quindi ci siamo permesse di ridisegnare un po' la geografia del continente, se volete.
Di modificarne il clima, forse, per adattarlo alle nostre esigenze. Anche se quanto a questo non dovremmo avere fatto *troppi* errori.
Abbiamo prestato poca attenzione anche al sistema scolastico statunitense.
Avremmo dovuto modificare pesantemente tutti i capitoli già scritti, dal momento che abbiamo scoperto solo troppo tardi che l'high school termina al quarto anno - e non al quinto, come le superiori da noi.
Fata aveva suggerito di bocciare Keith, in modo da permettergli di terminare l'high-school durante la Rosa senza dover per forza cambiare la sua età - cosa che, ripeto, sarebbe stata un po' problematica - ma io ho pensato che anche una bocciatura sarebbe stata difficile da motivare, dato che Keith è un mezzo genietto con futuro da astronomo.
Sarebbe stato un poco bizzarro che l'avessero fermato in prima elementare, ecco.
Poi, per dirne altre.
Il sospetto che la jaguar di David non preveda quattro posti ma solo due ci ha colte quando lui aveva già ormai trasformato la sua auto in sottospecie di pulmino troppe volte, e non abbiamo neanche provato a convincerlo a cambiare modello.
Quell'auto è più importante, per l'autostima di David, del suo stesso fisico. (E questo, essendo riferito al narcisista egocentrico che lui è, dice molto).
Insomma, questi sono solo alcuni esempi che mostrano come la realtà descritta nella Rosa non abbia pretesa di essere reale. Pregherei chiunque di non farci appunti in proposito, che davvero, già mi sento abbastanza male di mio. *rolling-eyes*
Inoltre bisogna anche tener conto del fatto che i nostri personaggi si occupano di campi che non ci appartengono per niente.
David è un avvocato, Keith ha uno spiccato talento per la matematica ed una grande passione per l'astronomia.
Raven studia qualcosa di simile a Scienze Antropologiche e dovrebbe anche essere abbastanza ferrato in materia, a differenza di me.
Samuel insegna Scrittura Creativa all'università, ed è un autore affermato.
Albert, poi, è psichiatra, e la sua professione è parecchio importante ai fini della Rosa - oltre che essere motivo di ansia per la sottoscritta, che deve muoverlo senza avere le conoscenze adeguate.
Insomma. Tutto questo per chiedere: perdonate gli errori.
Abbiamo fatto il possibile, abbiamo cercato di documentarci, ma logicamente è impossibile acquisire il back-ground di conoscenze necessario per vedere davvero il mondo dall'ottica di un appartenente al settore.
Soprattutto perché gli appartenenti al settore, che già sono di loro portati, trascorrono *anni* ad occuparsi solo di questo.
E già che ci siamo, ricordo anche che, probabilmente, in molti casi non abbiamo rispettato i tempi necessari a svolgere il percorso di studi che permette l'accesso ad un particolare titolo o posizione o mestiere.
Mi scuso ancora, ma davvero: il nostro scopo non era una descrizione particolareggiata della realtà americana.
Perdonate quindi ogni incongruenza.
Ultimo punto, poi credo di poter dire esaurito l'argomento.
La Rosa tocca temi molto forti. Molto pesanti. Molto difficili.
Non voglio parlare del risultato, perché sta a voi lettori dare un giudizio in proposito, ma posso assicurare che nessuno di questi temi è stato trattato con leggerezza. Che abbiamo riflettuto a lungo - e sofferto molto - perché in ognuno di questi personaggi è racchiuso un pezzo di noi.
E chiaramente, non c'è il minimo compiacimento nella descrizione di certi eventi.
Per concludere davvero, vorrei poi spendere due parole riguardo alle morali rappresentate in questa storia.
I modi di vedere la realtà dei personaggi, logicamente, non corrispondono perfettamente ai nostri: molti ci si avvicinano, altri vi si discostano parecchio. In alcuni casi, addirittura, aspetti contraddittori delle nostre convinzioni sono scissi in personaggi diversi.
E' anche vero però che abbiamo scritto questa storia senza alcun intento moralistico.
Tra le molte coppie descritte, alcune sono parecchio controverse: si parla di incesto, di rapporti sessuali tra persone consenzienti di età parecchio diverse tra loro, e di modi particolari e personali di vivere una relazione.
Le descrizioni dei rapporti sessuali sono molte, e alcune anche molto particolareggiate. Credo comunque che non siano presenti scene in cui le lemon sono, per così dire, fini a se stesse.
Il rating, in ogni caso, per ovvie ragioni è parecchio alto.
E con questo, davvero, credo di aver esaurito gli avvertimenti.
Ringrazio chiunque abbia letto fin qui - perché credo sia davvero una prova di coraggio^^ - e ancora di più ringrazio Fata che mi ha permesso di sgravarmi pubblicamente la coscienza, oltre che stressare lei.^^
A tutti auguro buona lettura.
Ah. Ultima cosa, davvero.^^
La Rosa è *lunga*. Così lunga che a volte credo sia interminabile.
E il fatto che, da quando si ventila l'idea di trovare un finale, i personaggi abbiano ulteriormente incasinato tutti i rapporti, precipitando la storia nel caos, non fa sperare in bene…
ROH